Il microbiota e il “cervello sociale”

Luglio, 2020

I Disturbi dello Spettro Autistico sono caratterizzati da una compromissione delle capacità di comunicazione e interazione sociale.

Una recente revisione della letteratura, pubblicata su Science, una delle più prestigiose riviste in ambito scientifico, ha riassunto i meccanismi proposti alla base dei collegamenti tra il microbiota intestinale e il “cervello sociale” e ha descritto la diversità di tali connessioni in differenti specie del regno animale.

Secondo gli autori, sebbene sia noto che il microbiota possa influenzare i comportamenti endogeni attraverso la regolazione dell’asse intestino-cervello, alcune specie animali potrebbero essersi evolute per usare i batteri simbiotici per mediare la comunicazione tra i membri della stessa specie. Infatti, osservazioni eseguite su invertebrati e vertebrati (compreso l’uomo), suggeriscono che alcune interazioni sociali si sono evolute per facilitare la trasmissione orizzontale (da un individuo all’altro) del microbiota.

Infine, ci sono ampie prove che il comportamento sociale influisce sulla composizione del microbiota, ma le conseguenze funzionali di questo sul cervello sociale devono ancora essere chiarite.

Gli autori asseriscono che comprendere i fattori che influenzano lo sviluppo e la programmazione dei comportamenti sociali in tutto il regno animale è importante non solo per ripensare i meccanismi cerebrali del comportamento, ma anche per una maggiore comprensione dei disturbi del cervello sociale negli esseri umani, tra cui disturbi dello spettro autistico. 

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Il Dott. Matteo Alessio Chiappedi, specialista in Neuropsichiatria Infantile presso l'Istituto Neurologico Nazionale IRCCS Fondazione Casimiro Mondino, è a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande. Scrivici ora e ti risponderà in breve tempo.

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